Tre libri da a-mare!

Ciao a tutti!

Quando ho deciso di aprire questo blog ho voluto farlo perché in questo momento, all’età di (quasi!) 23 anni, le mie più grandi passioni sono il makeup, tutto ciò che riguarda applicazioni e tecnologia e naturalmente la lettura! Ed è proprio stata quest’ultima passione a spingermi a scrivere un articolo sui libri. In particolare su 3 libri che reputo i miei preferiti in assoluto. Si tratta di Cime Tempestose, 10 piccoli indiani e Jane Eyre.
Sì lo so, sono tutti romanzi scritti non molto di recente, ma è inutile negare che sono rimasta letteralmente affascinata negli ultimi anni proprio dai racconti ambientati nell’Inghilterra ottocentesca, nella brughiera ma anche nelle città come Londra. Ed è nella brughiera che è ambientato il primo romanzo di cui vorrei parlarvi: Cime tempestose.

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È l’unico romanzo di Emily Brontë, scritto tra il 1845 e il 1846 e considerato uno dei capolavori della letteratura inglese, sia per la storia sia per il fatto di essere molto innovativo rispetto all’epoca in cui venne scritto (come d’altronde successe a Jane Eyre, scritto dalla sorella di Emily, Charlotte.)
La storia unica tra Heathcliff e Catherine mi aveva colpita molto una sera di tanti anni fa, quando vidi per la prima volta la miniserie in due puntate del 2004 ispirata al libro. Successivamente vidi un secondo adattamento cinematografico (forse il più famoso) quello del ’39 e lì capii che dovevo assolutamente leggere quel romanzo tanto famoso.
L’amore tra Heathcliff, uno zingaro orfano adottato dal signor Earnshow e la figlia di quest’ultimo, Cathrine, viene rappresentato da Emily non come un semplice sentimento amoroso che lega due giovani ragazzi, ma come qualcosa che oltrepassa qualsiasi limite nonostante le diverse classi sociali a cui appartengono.
Una parte del romanzo che non mi stancherei mai di rileggere è questa:
”A che scopo esisterei, se fossi tutta contenuta in me stessa? I miei grandi dolori, in questo mondo, sono i dolori di Heathcliff, io li ho tutti indovinati e sentiti sin dal principio. Il mio gran pensiero, nella vita, è lui. Se tutto il resto perisse e lui restasse, io potrei continuare ad esistere; ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe, per me, qualche cosa di immensamente estraneo: avrei l’impressione di non farne più parte. Il mio amore per Linton è come il fogliame nei boschi: il tempo lo trasformerà, ne sono sicura, come l’inverno trasforma le piante. Ma il mio amore per Heathcliff somiglia alle rocce nascoste ed immutabili; dà poca gioia apparente ma è necessario. Nelly, io sono Heathcliff!”
È un pezzo che rappresenta a pieno ciò che ha reso il romanzo così famoso: l’amore che supera qualsiasi ostacolo, eterno e che li distrugge allo stesso tempo. Non è un semplice sentimento che lega due giovani innamorati: è un qualcosa di tormentato, di talmente profondo e radicato nelle loro anime, da essere disposti a morire l’uno per l’altra.
Lo consiglio assolutamente a chi come me ha un animo romantico, ma soprattutto a chi vuole scoprire il motivo che ha reso Cime tempestose uno dei principali capolavori della letteratura inglese e non solo.
Altro stupendo romanzo di cui voglio assolutamente parlare è il celebre ’10 piccoli indiani’ di Agatha Christie: dopo averlo letto in qualche giorno (non riuscivo a fermarmi!) ho capito perché viene definito il romanzo giallo più venduto di sempre!

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Innanzitutto è importante affermare che lo stile e il modo con cui Agatha Christie riesce a coinvolgere e a tenere col fiato sospeso il lettore fino all’ultima pagina è unico. Non mi era mai capitato infatti, di leggere un libro con così curiosità e impazienza di scoprire la verità!
L’ambientazione poi è già di per sè qualcosa di misterioso: un’isola sperduta, molto lontana da qualunque luogo abitato, su cui si ritrovano 10 persone. Vi sono poi elementi particolari e che suggeriscono ciò che sta per compiersi, come il fatto che le statuine scompaiono mano a mano che i personaggi muoiono.
La storia parla infatti di 10 persone (ognuno descritto inizialmente raccontando la propria storia) che vengono invitate dai ‘signori Owen’ per passare qualche giorno di vacanza su quest’isola; giunti sul luogo si ritroveranno ad affrontare le loro peggiori paure in un vero e proprio incubo: scopriranno presto che qualcosa di terribile sta per abbattersi su di loro. Mano a mano infatti, alcuni di loro iniziano a morire inspiegabilmente. Essi non riescono a conoscere i proprietari della villa in cui alloggiano e proprio per questo motivo i primi sospetti cadono su i signori Owen. Non voglio svelarvi di più!
L’ultimo romanzo che vorrei proporvi e che ho amato davvero molto leggere è Jane Eyre, il capolavoro della sorella di Emily Brontë, Charlotte, che aveva scritto inizialmente sotto lo pseudonimo di Currer Bell. Anche questo è stato scritto intorno alla metà dell’Ottocento, è un romanzo autobiografico poiché la protagonista si rivolge in modo diretto al ‘lettore’.

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Jane è una bambina orfana che viene adottata dalla zia, ma maltrattata continuamente da questa e dai figli, suoi cugini. Non è accettata dalla zia poiché questa è interessata solamente all’eredità del marito, l’unico che voleva bene alla bambina. Umiliata, picchiata e costretta a rimanere rinchiusa nella ‘stanza rossa’ per ore intere, Jane viene poi trasferita presso un istituto in cui conosce molte bambine, tutte sottoposte a lavori stressanti e faticosi che le causano gravi malattie. In una scena commovente e toccante Jane saluta la sua migliore amica, che muore di tubercolosi durante la notte.
Il punto focale del romanzo è in realtà la forte personalità di Jane, il carattere indipendente e anticonformista rispetto all’epoca, che l’ha sempre contraddistinta e per questo molto spesso emarginata. Sicuramente anche il passato difficile e doloroso l’ha resa tale, ma proprio grazie alla sua tenacia e alla sua costanza, Jane riesce a studiare e a diventare insegnante in questo stesso istituto; successivamente si trasferisce nella dimora di Thornfield Hall, lavorando come istitutrice per la piccola Adèle, la figlia del misterioso proprietario della dimora, il signor Rochester.
Presto tra i due nasce un sentimento molto forte, il signor Rochester è attratto molto dal carattere e dalla forte personalità di Jane; a mio parere se lei non avesse dimostrato di essere ‘diversa’ dalle altre, di porsi in dissonanza con i cliché dell’epoca, lui probabilmente non si sarebbe innamorato di lei.
Ma Rochester nasconde un segreto che da sempre lo tormenta e lo ha condotto ad avere una personalità controversa e scontrosa.
La modernità del romanzo sta nel fatto che Charlotte riesce a descrivere senza mai essere troppo noiosa, l’ambiente e soprattutto analizza le personalità dei personaggi; la loro psicologia risulta sempre essere in primo piano e spesso la scrittrice riesce a far trapelare i loro stati d’animo in modo molto diretto, creando quasi una sorta di contatto con il lettore.
Mi è dispiaciuto molto arrivare al finale (molte di voi possono capire!) perché sono arrivata ad affezionarmi ai protagonisti molto di più che con i personaggi di qualunque altro romanzo.
Alessandra MondoMeraviglia

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